PERSONAGGI

GIUSEPPE BERTANI (1873-1919)

Giuseppe Bertani (Wikipedia) nasce a Buscoldo il 27 febbraio 1873 da una povera famiglia di piccoli fittavoli ("la mia vita iniziatasi tra la tormenta della più squallida miseria…"). Frequenta la locale scuola fino alla terza elementare e da buon autodidatta dimostrerà ben presto nei suoi molti interventi sulla stampa vivacità intellettuale, vis polemica, un linguaggio essenziale, efficace, linguisticamente e sintatticamente perfetti.
Già nel 1894 Bertani inizia la sua sistematica presenza ai congressi del Partito Socialista cui aderisce tra i primi del Mantovano. Ma è soprattutto verso i lavoratori della terra e la difesa dei loro diritti che si adopera il Bertani. Così nel 1900 riesce a fondare, e ne diviene segretario, la Lega di Miglioramento di Buscoldo, tipica lega contadina di resistenza che subito si collega con i braccianti di Castellucchio e Rodigo. Nel 1901 al Congresso dei Lavoratori della Terra, tenuto a Bologna, viene eletto nel Comitato federale nazionale. L'anno dopo è eletto consigliere comunale di Curtatone, quindi entra nella segreteria nazionale della Federterra composta di tre membri e diviene redattore responsabile del settimanale "Il Socialista".

Giuseppe Bertani

A Buscoldo, che stava diventando una specie di laboratorio di socialismo applicato, alla lega dei contadini si affacciano la lega delle contadine, quella dei bifolchi, dei muratori, dei truciolai, dei falegnami. Viene inoltre fondata una cooperativa di consumo. In questa atmosfera nasce l'idea di costruire la Casa del Popolo (1910) che vedrà la propria realizzazione appena tre anni dopo (l' inaugurazione sarà nel novembre 1913) con una spesa di 100.000 lire, capitale imponente per l'epoca.
La Casa del Popolo, simbolo della novella polis socialista, è collocata strategicamente al centro del paese tra la chiesa e la caserma dei carabinieri. E' un edificio con 45 locali e comprende: una sala di lettura, un caffè, due sale da osteria, un negozio di alimentari, una latteria, una macelleria, cinque magazzini, un forno a carbone e diversi locali da abitazione per i gestori. Un teatro, con platea e loggia capace di varie centinaia di spettatori, completa il fabbricato. Si tratta, come si vede di un edificio imponente, all'avanguardia tecnologica, e destinato ad essere ulteriormente ampliato per accogliere una scuola professionale, una sala da bagno, un macello ed un gabinetto veterinario. Ai piani superiori si ricaveranno ambienti ricovero per vecchi ed inabili. Siamo di fronte ad una realizzazione grandiosa che colpisce la fantasia popolare e desta l'invidia di altri.

Divenuto nel frattempo dirigente dell'Associazione provinciale dei Terrazzieri, Bertani è ormai un autorevole capo-lega e partecipa attivamente alle tragiche vicende del dicembre 1919, le famose "giornate rosse", scoppiate come una giusta reazione (almeno nella fase iniziale) della cittadinanza mantovana contro le prime aggressioni pre-fasciste. Il 2 dicembre viene proclamato lo sciopero generale nazionale; anche Mantova aderisce ed il mattino del 3 scoppiano tumulti davanti al presidio militare, viene occupata la stazione ferroviaria, espugnate le carceri e si hanno i primi conflitti a fuoco tra i dimostranti e le forze dell'ordine; vengono assaltati negozi di armi e saccheggiati negozi di alimentari. Al mattino presto del 4 Bertani ritorna in città con alcuni fedeli compagni. La tensione è forte, viene convocato un comizio alle 15 in Piazza Virgiliana. In piazza Sordello si trovano la prefettura e la questura presidiate da consistenti forze armate anche di mitragliatrici. Cominciano i primi spari ed inizia la confusione generale. Giuseppe Bertani, colpito alla testa, cade in piazza delle Erbe, dinanzi alla fontana del Palazzo della Ragione. Assieme a lui viene ucciso un altro dimostrante, il giovane Carmelo Accorsi ed altri furono feriti.
Il dolore per l'accaduto è grande. Bertani, deceduto sul colpo, viene trasportato a Buscoldo nei locali della Cooperativa dove i "suoi" umili contadini attoniti lo piangono. Domenica 7 dicembre gli vengono rese solenni onoranze funebri alla presenza di oltre 5000 persone, centinaia di vessilli di partito e di organizzazioni sindacali, rappresentanti di tutte le leghe, gonfaloni di comuni, i deputati mantovani e rappresentanti delle Camere del Lavoro delle province limitrofe.



ENZO LOMBARDELLI (1921-1944)

Enzo Lombardelli, martire della Resistenza, cui è dedicata la piazza antistante la chiesa parrocchiale di Buscoldo, era nato a Podenzano di Piacenza il 26 settembre 1921. Dopo la scuola elementare, proseguì gli studi a Piacenza, poi ad Alba in Piemonte presso un collegio di Salesiani, ove compì gli studi ginnasiali. Emigrò quindi in Francia e qui continuò gli studi liceali e venne in contatto con esiliati e fuorusciti antifascisti italiani che in quegli anni (1937-38-39) erano riparati numerosi dall'Italia ormai sotto la dittatura fascista.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu arrestato dai tedeschi e rimpatriato in Italia. Chiamato sotto le armi, con i gradi di sergente fu trasferito nel febbraio del 1942 nel 122° Rgt. Artiglieria Contraerei di Mantova al Dosso del Corso. In questo periodo conosce e quindi sposa la signorina Carmen Facchini; dal loro matrimonio nasce il piccolo Roberto.
Il 9 settembre del '43 all'indomani dell'Armistizio concluso da Badoglio, la caserma del Dosso venne immediatamente piantonata dai tedeschi che iniziarono le deportazioni dei militari italiani in Germania.
Lombardelli, con l'aiuto della moglie, riuscì a fuggire, peregrinarono in varie località tra Mantova e Piacenza, ed ebbe i primi contatti col movimento partigiano; nell'agosto del '44 arrivò con la moglie a Buscoldo con alle spalle un'esperienza partigiana già ben collaudata e con compiti ben definiti. Approfittando della ottima conoscenza del francese, riuscì ad infiltrarsi nel locale comando tedesco e a fornire utili informazioni alle forze anglo-americane. Si prodigò per promuovere ed organizzare un nucleo locale di resistenza; era in contatto con la signorina Rina Provasoli, importante esponente della resistenza mantovana, colei che potè assistere terrorizzata e impotente all'uccisione del giovane Lombardelli.
Enzo Lombardelli
Nella sua villa di Chierigasco (San Lorenzo), luogo degli incontri clandestini tra i partigiani della zona, nel tardo pomeriggio del 25 novembre 1944 Lombardelli stava parlando con la "Rina" quando, aiutati da un traditore, due famigerati aguzzini fascisti, Marcello e Marinella, entrano nella villa e li catturano. I due partigiani, con i mitra puntati alla schiena, vengono fatti salire su una macchina dove ci sono già altri due brigatisti neri armati fino ai denti. L'auto parte alla volta di Mantova.
All'improvviso, all'altezza della località "Santa", Lombardelli si lancia sull'autista allo scopo di fargli perdere il controllo della guida e quindi poter fuggire. Una raffica di mitra lo fulmina ponendo fine a soli 23 anni ad un rivoluzionario coraggioso, un eroe romantico disposto a sacrificare la propria vita per la libertà.


Pierino Pari
PIERINO PARI (1920-1943)

Uno degli episodi più terrificanti e più gloriosi, meno noti e maggiormente degni di essere esaltati è quello della eroica resistenza delle truppe italiane che presidiavano le isole joniche di Cefalonia e Corfù nei giorni che seguirono l'armistizio dell' otto settembre 1943. Cefalonia era presidiata dalla divisione "Acqui" che comprendeva oltre dodicimila soldati e 525 ufficiali. Tra il 21 e il 28 settembre ben novemila uomini furono barbaramente uccisi dai tedeschi perchè vollero mantener fede al giuramento fatto al Re e rimanere fedeli alle leggi della patria e all'onore.
Tra questi eroici protagonisti di Cefalonia falcidiati dai tedeschi vi era anche un giovane buscoldese, poco più che ventenne, PIERINO PARI. Nato a Curtatone nel 1920 era Caporalmaggiore della artiglieria controaerea e cadde a Cefalonia il 16 settembre 1943.
Al nostro compaesano è stata concessa la medaglia d'argento alla memoria, con questa motivazione:
"Capopezzo di batteria controaerea, nell'infuriare della battaglia, rimaneva fermo al suo posto di combattimento, incitando i propri serventi alla resistenza. All'ordine "serventi, riparatevi" continuava con ardore il suo fuoco senza dar tregua al tedesco aggressore. Centrata la postazione da tre bombe sganciate da bassissima quota, incontrava morte eroica, saltando in aria, avvinghiato al proprio cannone. Fulgido esempio di consapevolezza del dovere e sereno sprezzo del pericolo". (dalla Gazzetta)
Cefalonia, 8-24 settembre 1943. Decreto del 13 aprile 1949.
A Pierino Pari è dedicata la via di Buscoldo che unisce Via Marconi con la nuova strada provinciale SP57 Mantova-S.Matteo-Viadana.
(Su www.associazioneaqui.it a pag. 6 del documento)


SANTE SALMASO (1923-1945)

Proprio alla vigilia della Liberazione il giorno 23 aprile 1945 è ricordato per gli scontri tra i partigiani buscoldesi e soldati tedeschi. In una di queste azioni armate trovò la morte il giovane Sante Salmaso di Buscoldo. Saputo che alla corte Mantellaria, l'ultima sulla sinistra, prima delle curve di Castelmerlino, si era asserragliato un gruppo di tedeschi, una pattuglia partigiana comandata da Francesco Chiari (Cicio) e composta da dodici uomini si dirige in quella località allo scopo di intimare la resa ai tedeschi in considerazione del fatto che era indispensabile per il collegamento con Mantova liberare la strada da qualsiasi pericolo. Con giovanile entusiasmo si unisce al gruppo anche il giovane Salmaso. In prossimità della corte i partigiani cercano di accerchiare i tedeschi, ma questi, appostati, li attendono al varco e aprono il fuoco. Salmaso, colpito in piena fronte, stramazza al suolo fulminato.
Aveva da poco compiuto 22 anni.
Sante Salmaso


Fotografie e testi sono tratti dall' ipertesto realizzato nell' anno 2000/2001 dalla scuola elementare del nostro paese


EMMA DANIELI (1936-1998)

Il personaggio contemporaneo buscoldese più conosciuto in Italia e non solo, è certamente Emma Danieli, fra le prime "Signorine Buonasera" degli esordi della televisione italiana ed in seguito dolcissima interprete di tanti sceneggiati, molto amata dal pubblico.
Nata a Buscoldo nel 1936 Emma Fretta (questo il suo vero cognome) era figlia di Adelelmo, al barèr, noto personaggio buscoldese, per decenni presidente della locale cooperativa dei carrettieri. La sua era stata una favola rosa degli anni '50 con lei nel ruolo della fatina bionda. A sedici anni l'Emmina, come racconterà in seguito al giornalista Renzo Dall'Ara, spedì "per scherzo" la cartolina di partecipazione ad un concorso intitolato "Quattro attrici e una speranza"; viene chiamata a Roma e si trova proiettata sul set del film a episodi "Siamo donne" diretto da Alfredo Guarini. Le protagoniste si chiamavano Ingrid Bergman, Anna Magnani, Isa Miranda, Alida Valli.
Ce n'è abbastanza per andare in tilt, ma prevaleva un precoce buon senso, tradottosi nella frequentazione della scuola di Wanda Capodaglio, antica signora della scena, che arricchiva la sua bella voce con i valori della dizione. Assunta dalla RAI nel 1954 eccola fra le prime annunciatrici della neonata Televisione italiana e subito conquistare la simpatia del pubblico. Riusciva a "bucare" il teleschermo, come si direbbe oggi. Mentre il giovane Mike Bongiorno monopolizzava i giovedì sera con "Lascia o raddoppia", le famiglie si bloccavano davanti ai teleschermi, rigorosamente in bianco e nero, per i grandi sceneggiati di Anton Giulio Majano ed Emma Danieli tornò a recitare, titoli da romanzo popolare come "Il dottor Antonio", "Piccole donne"," L'alfiere", con Nino Manfredi e Monica Vitti, "Tom Jones" con Salvo Randone e Lia Zoppelli. Grande successo ottenne la serie dei gialli del mitico tenente Sheridan, con Ubaldo Lai investigatore perpetuamente con l'impermeabile, precursore di Colombo. Affermazioni che lei visse con strana riservatezza, concedendosi raramente ai giornalisti e ai fotografi. Dalla finzione alla realtà, il matrimonio con il regista Franco Morabito; un matrimonio che entrò immediatamente nell'immaginario collettivo. Venne commentato ripetutamente dai giornali e diventò un termine di paragone per gli sposi dell'epoca che vedevano in Franco ed Emma una coppia perfetta. Un simbolo di quell'ottimismo nei quali gli italiani degli anni Cinquanta volevano credere. Dall'unione nacque Stella che sembrava il coronamento di un sogno d'amore felice. E invece poco dopo, nel pieno degli anni Sessanta, il regista e l'attrice si separarono con lo stesso clamore che aveva accompagnato le loro nozze.
Emma Danieli

Filmografia
Anche questo era il segno dei tempi che cambiavano, che diventavano più difficili. Nel 1970 la Danieli si trasferiva a Campione d'Italia con la figlia Stella e si apriva una nuova stagione professionale: assunta dalla tv della Svizzera italiana si dedicava con notevole successo e gratificazione personale alla sceneggiatura, alla direzione del doppiaggio, alla traduzione di testi, ad una ricca produzione di programmi culturali.


titoli giornale 2


titoli giornale 1

Improvvisamente la serenità di Emma è sembrata spezzarsi con il sopraggiungere di una terribile malattia che l'aveva aggredita. Contemporaneamente aveva riscoperto la fede ed era tornata alle consuetudini religiose che avevano regolato la sua infanzia; questo le fu di grande aiuto e consolazione. Domenica 21 giugno 1998 nell'ospedale di Lugano all'età di 61 anni terminava la sua vita terrena, confortata da grande fede. Le sue ceneri riposano nella cappella di famiglia nel cimitero di Buscoldo.
Sempre legata alle sue origini ed orgogliosa della sua terra Emma Danieli aveva mantenuto ottimi rapporti con amici e conoscenti buscoldesi e pochi mesi prima di morire aveva voluto donare alla chiesa parrocchiale di Buscoldo una pregevole opera del '700 veneziano che, debitamente restaurata, fa ora da bellissimo ambone a lato dell'altare maggiore.

Iginio Bottani


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