Museo della civiltà contadina e artigianale

IL PATRIMONIO DELLA MEMORIA

Uscendo da Buscoldo e percorrendo Strada Chiarella Senga in direzione Scorzarolo-Borgoforte a circa 1 Km si incontra sulla sinistra Podere Virgilio, una bella moderna struttura che ben si integra nell’ambiente, nel clima, nelle coltivazioni, nella quiete che caratterizzano questa bel lembo della campagna mantovana.
Proprio qui, in un’ala di un accogliente capannone è situata la raccolta del materiale etnografico sulla civiltà contadina, frutto di un profondo amore e di un lungo lavoro di riordino, sistemazione, restauro di “oggetti” appartenuti alla famiglia Gandolfi, una delle più antiche del nostro territorio, a cui vanno sinceri riconoscimenti.
Pur nella semplicità degli obiettivi e limiti delle strutture, si tratta di un ottimo percorso didattico molto utile alle scuole e a tutta la cittadinanza.
Perché è importante raccogliere gli oggetti del passato? Citando Silvano Ragazzi, curatore di un analogo museo a Bagnolo San Vito, si può rispondere perché molti percorsi storici partono proprio dalla storia della famiglia, del territorio, del paese; perché molti oggetti rivelano un calore affettivo, un ricordo ed una manualità paziente e precisa; perché il valore della memoria, l’artigianalità dei mestieri scomparsi e le testimonianze orali e materiali possano educare al rispetto delle esperienze altrui, dei ritmi naturali e degli ambienti sul territorio; perché i documenti del recente passato dei nostri nonni non costituiscano soltanto un fatto occasionale o nostalgico, ma un momento socio-educativo di aggregazione, coinvolgendo i vissuti di generazioni diverse attorno ad uno stesso progetto culturale; perché col sorgere di nuovi linguaggi comunicativi nell’era della globalizzazione, è bello e rassicurante sentirsi circondati da oggetti di una cultura popolare, da colorite espressioni dialettali, da modi di dire e proverbi ricchi di significato.

 

Lo scopo quindi della raccolta e della sistemazione funzionale del materiale è quello di proporre ed affiancare alla scuola e alle altre agenzie educative la testimonianza viva del recente passato agricolo della nostra gente, coinvolgendo ragazzi e adulti in un percorso storico e ambientale carico di valori, tradizioni e significati culturali.
Ci si augura che, approfittando della gentilezza ed ospitalità dei Sigg. Gandolfi, anche questo retaggio della cultura contadina, siano molti i visitatori che possono gustare e vivere questo piccolo grande museo.
Chi volesse contribuire ad arricchirlo può “prestare” oggetti significativi della nostra civiltà contadina ai Sigg. Gandolfi che volentieri li esporranno nel loro museo.

a cura di Iginio Bottani



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